Come fare per: Contributo unificato Decreto Presidente Repubblica (D.P.R.) 115/2002

Il contributo unificato è la "tassa" relativa alle spese degli atti giudiziari. Nel D.P.R. 115/2002 è infatti stabilito che per tutti gli atti e provvedimenti dei procedimenti civili, penali ed amministrativi, comprese le procedure concorsuali e di volontaria giurisdizione, non si applicano più le imposte di bollo, la tassa d'iscrizione a ruolo ed i diritti di cancelleria che vengono invece sostituite dal contributo unificato. Il contributo deve essere versato dalla parte che per prima si costituisce in giudizio, che deposita il ricorso introduttivo ovvero, nei procedimenti di esecuzione, che fa istanza per l'assegnazione o la vendita dei beni pignorati. L'entità del contributo varia, nei procedimenti sopraelencati, a seconda del valore del procedimento ed in base a una tabella contenuta nel decreto. Il valore dei procedimenti deve risultare da apposita dichiarazione nelle conclusioni dell'atto introduttivo. Nell'ipotesi in cui manchi la dichiarazione circa il valore del procedimento, la causa si presume del valore di cui allo scaglione della lettera g) della tabella riportata in allegato.

Il contributo forfettario previsto nella tabella di cui all'articolo 30 del D.P.R. 115/2002 è stato abrogato ed in sostituzione è stato introdotto un contributo di € 8,00, secondo la formulazione del comma 323 della legge 31/2004 "Legge finanziaria per il 2005".

Gli importi del contributo unificato sono stati modificati prima dalla legge n. 191 del 2009 (finanziaria per il 2010) e, da utlimo, dall'art. 48–bis, comma 2, D.L. 31/05/2010 n. 78 (introdotto in sede di conversione dalla L. 30/07/2010 n. 122). I nuovi importi sono in vigore dal 31 luglio 2010, a eccezione di quelli previsti dal comma 6–bis del medesimo art. 13, che entreranno in vigore dal 16 settembre 2010, come stabilito dall’art. 2 del D.Lgs. 2/07/2010 n. 104 (che ha introdotto il nuovo Codice del Processo Amministrativo).
Diamo di seguito il testo aggiornato dell’art. 13 D.P.R. 30/05/2002 n. 115.

D.P.R. 30/05/2002 n. 115, articolo 13: Importi

  1. Il contributo unificato è dovuto nei seguenti importi:
    1. euro 33 per i processi di valore fino a 1.100 euro;
    2. euro 77 per i processi di valore superiore a euro 1.100 e fino a euro 5.200 e per i processi di volontaria giurisdizione, nonché per i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo VI, del codice di procedura civile;
    3. euro 187 per i processi di valore superiore a euro 5.200 e fino a euro 26.000 e per i processi contenziosi di valore indeterminabile di competenza esclusiva del giudice di pace;
    4. euro 374 per i processi di valore superiore a euro 26.000 e fino a euro 52.000 e per i processi civili e amministrativi di valore indeterminabile;
    5. euro 550 per i processi di valore superiore a euro 52.000 e fino a euro 260.000;
    6. euro 880 per i processi di valore superiore a euro 260.000 e fino a euro 520.000;
    7. euro 1.221 per i processi di valore superiore a euro 520.000.
  2. 2. Per i processi di esecuzione immobiliare il contributo dovuto è pari a euro 220. Per gli altri processi esecutivi lo stesso importo è ridotto della metà. Per i processi esecutivi mobiliari di valore inferiore a 2.500 euro il contributo dovuto è pari a euro 30. Per i processi di opposizione agli atti esecutivi il contributo dovuto è pari a euro 132.
    2-bis. Fuori dei casi previsti dall’articolo 10, comma 6–bis, per i processi dinanzi alla Corte di cassazione, oltre al contributo unificato, è dovuto un importo pari all’imposta fissa di registrazione dei provvedimenti giudiziari.
  3. Il contributo è ridotto alla metà per i processi speciali previsti nel libro IV, titolo I, del codice di procedura civile, compreso il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo e di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento. Ai fini del contributo dovuto, il valore dei processi di sfratto per morosità si determina in base all’importo dei canoni non corrisposti alla data di notifica dell’atto di citazione per la convalida e quello dei processi di finita locazione si determina in base all’ammontare del canone per ogni anno.
  4. [abrogato]
  5. Per la procedura fallimentare, che è la procedura dalla sentenza dichiarativa di fallimento alla chiusura, il contributo dovuto è pari a euro 672.
  6. 6. Se manca la dichiarazione di cui all’articolo 14, il processo si presume del valore indicato al comma 1, lettera g).
    6–bis. Per i ricorsi proposti davanti ai Tribunali amministrativi regionali e al Consiglio di Stato il contributo dovuto è di euro 500; per i ricorsi previsti dall’articolo 21-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, per quelli previsti dall’articolo 25, comma 5, della legge 7 agosto 1990, n. 241, per i ricorsi aventi ad oggetto il diritto di cittadinanza, di residenza, di soggiorno e di ingresso nel territorio dello Stato e per i ricorsi di esecuzione nella sentenza o di ottemperanza del giudicato il contributo dovuto è di euro 250; per i ricorsi cui si applica il rito abbreviato comune a determinate materie previsto dal Libro IV, Titolo V, Capo I del codice del processo amministrativo, nonché da altre disposizioni che richiamino il citato rito, il contributo dovuto è di euro 1.000; per i ricorsi in materia di procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture, ivi compresi quelli per motivi aggiunti e quelli incidentali contenenti domande nuove, nonché di provvedimenti delle Autorità, il contributo dovuto è di euro 2.000. L’onere relativo al pagamento dei suddetti contributi è dovuto in ogni caso dalla parte soccombente, anche nel caso di compensazione giudiziale delle spese e anche se essa non si è costituita in giudizio. Ai fini predetti, la soccombenza si determina con il passaggio in giudicato della sentenza. Non è dovuto alcun contributo per i ricorsi previsti dall’articolo 25 della citata legge n. 241 del 1990 avverso il diniego di accesso alle informazioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, di attuazione della direttiva 2003/4/CE sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale. Per ricorsi si intendono quello principale, quello incidentale e i motivi aggiunti che introducono domande nuove.
    6–ter. Il maggior gettito derivante dall’applicazione delle disposizioni di cui al comma 6–bis è versato al bilancio dello Stato, per essere riassegnato allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per le spese riguardanti il funzionamento del Consiglio di Stato e dei Tribunali amministrativi regionali.

Si vedano anche i chiarimenti del Ministero della Giustizia contenuti nella circolare 15 gennaio 2010, reperibile al link sotto riportato.

Modulistica
  • Circolare Ministero della Giustizia n. 6710.U del 15/01/2010
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